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Venice♥

Venice♥

You are my heart♡

You are my heart♡

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Chemistry♥

Chemistry♥

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Ci vorranno solo 37 secondi per leggere questa storia e
cambiare per sempre il tuo pensiero.

Due uomini, entrambi molto malati, occupavano la stessa stanza d’ospedale.

A uno dei due uomini era permesso mettersi seduto sul letto per un’ora ogni pomeriggio per aiutare il drenaggio dei fluidi dal suo corpo.

Il suo letto era vicino all’unica finestra della stanza.

L’altro uomo doveva restare sempre sdraiato.
Infine i due uomini fecero conoscenza e cominciarono a parlare per ore.

Parlarono delle loro mogli e delle loro famiglie, delle loro case, del loro lavoro, del loro servizio militare e dei viaggi che avevano fatto.

Ogni pomeriggio l’uomo che stava nel letto vicino alla finestra poteva sedersi e passava il tempo raccontando al suo compagno di stanza tutte le cose che poteva vedere fuori alla finestra.

L’uomo nell’altro letto cominciò a vivere per quelle singole ore nelle quali il suo mondo era reso più bello e più vivo da tutte le cose e i colori del mondo esterno.

La finestra dava su un parco con un delizioso laghetto.
Le anatre e i cigni giocavano nell’acqua mentre i bambini facevano navigare le loro barche giocattolo.
Giovani innamorati camminavano abbracciati tra fiori di ogni colore e c’era una bella vista della città in lontananza.

Mentre l’uomo vicino alla finestra descriveva tutto ciò nei minimi dettagli, l’uomo dall’altra parte della stanza chiudeva gli occhi e immaginava la scena.

In un caldo pomeriggio l’uomo della finestra descrisse una parata che stava passando.

Sebbene l’altro uomo non potesse sentire la banda, poteva vederla.
Con gli occhi della sua mente così come l’uomo dalla finestra gliela descriveva.

Passarono i giorni e le settimane.

Un mattino l’infermiera del turno di giorno portò loro l’acqua per il bagno e trovò il corpo senza vita dell’uomo vicino alla finestra, morto pacificamente nel sonno.
L’infermiera diventò molto triste e chiamò gli inservienti per portare via il corpo.

Non appena gli sembrò appropriato, l’altro uomo chiese se poteva spostarsi nel letto vicino alla finestra.
L’infermiera fu felice di fare il cambio, e dopo essersi assicurata che stesse bene, lo lasciò solo.

Lentamente, dolorosamente, l’uomo si sollevò su un gomito per vedere per la prima volta il mondo esterno.
Si sforzò e si voltò lentamente per guardare fuori dalla finestra vicina al letto.

Essa si affacciava su un muro bianco.

L’uomo chiese all’infermiera che cosa poteva avere spinto il suo amico morto a descrivere delle cose così meravigliose al di fuori da quella finestra.

L’infermiera rispose che l’uomo era cieco e non poteva nemmeno vedere il muro.
“Forse, voleva farle coraggio.” disse.


Epilogo: vi è una tremenda felicità nel rendere felici gli altri, anche a dispetto della nostra situazione.
Un dolore diviso è dimezzato, ma la felicità divisa è raddoppiata.

Se vuoi sentirti ricco conta le cose che possiedi che il denaro non può comprare.

L’oggi è un dono, è per questo motivo che si chiama presente.

L’ origine di questa storia è sconosciuta.

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- (via cuorepiccolo)

Reblog per sempre.

(via traildireeiltacere)

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L’amore è il nostro vero destino.
Il significato della vita non lo si trova da soli, ma insieme agli altri.

Thomas Merton

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"Cara Annie,
ormai è troppo tardi per spedirti questa lettera; magari, se avrò il coraggio d’imbucartela nella cassetta della posta di casa tua, tu non la leggerai nemmeno, sapendo che l’ho scritta io. Sicuramente, mentre queste parole stanno uscendo dalla mia penna, tu stai organizzando il tuo matrimonio, scegliendo la disposizione dei tavoli piuttosto che i fiori…
già t’immagino bella come la Luna, bella come una dea, bella da mozzare il fiato, il giorno più bello della tua vita…se chiudo gli occhi posso vederti avanzare al braccio di tuo padre, con indosso quel vestito di pizzo bianco che tanto desideravi, che si confonde con la tua pelle diafana , tanto che solo un’attenta occhiata riuscirebbe a distinguere dove inizia l’uno e finisce l’altra. Ma non sarò io l’uomo che ti aspetterà all’altare, con gli occhi colmi di gioia nel vederti avanzare, ma ci sarà Matthew: l’uomo della tua vita, che sempre hai amato e che per sempre amerai.
Posso immaginare che, se stai leggendo queste parole, sulla tua fronte si sono formate quelle deliziose rughette d’espressione perché non capisci il significato di questa lettera, allora ti starai toccando la fronte per vedere se ho ragione e, appurato che è così, sorriderai, illuminando tutto il mondo che ti circonda.
Bene, tornando a noi, sto per dirti tutto quello che avrai dovuto dirti un mese fa, quando prima ti ho baciato e poi mi hai detto che Matthew ti aveva fatto la proposta.
Dio, le tue labbra…nemmeno Shakespeare troverebbe le parole adatte per descriverle. Giulietta impallidirebbe davanti al loro cospetto e Romeo, Romeo se avesse toccato le tue labbra, anche solo per un istante, avrebbe subito dimenticato il suo amore per Giulietta.
Che tale errore ho commesso dicendoti che quel bacio era insignificante, che era riservato ad un’altra; che tale errore ho fatto dicendoti di sposarti!
Anche se ormai è troppo tardi, non sposarti, ti prego, non sposarti: io ti amo. Si, ti amo come si ama l’aria dopo l’apnea, come si ama una fonte d’acqua come il deserto, ti amo come si ama la luce dopo la cecità…e credo di non aver mai provato nulla di simile. Il Sole si vergognerebbe del suo amore per la Luna, in confronto al mio per te. Solo adesso mi rendo conto che per Jessica non ho mai provato nulla perché a te non serve il trucco o acconciare i capelli per essere bella, a te non serve il profumo per avere un buon odore o non serve metterti in posa per essere meravigliosa in una foto.
Perché la tua bellezza è pura, semplice.
Ed io, io mi sono innamorato, mi sono follemente e pazzamente innamorato di te. Si, perché parlare con parole da tutti i giorni sono “cotto & stracotto”.
Ma con molta probabilità, tu non leggerai queste parole, il delirio di un pazzo, un pazzo innamorato di te.
Tu ti sposerai con l’amore della tua vita e sarai felice, com’è giusto che sia, per sempre; io me la caverò, come ho sempre fatto, magari aprendo la pasticceria che ho sempre sognato.
Sappi solo che ti amo, ma sono felice per te e per il tuo matrimonio; ti auguro il meglio dalla vita, anche se io, del tuo meglio, non farò mai parte.
Addio Annie Lucy Harvey, ti amerò per sempre.
Blaise
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- theoldelm